Serena pescarmona e la sua arte che illumina

Sabato 17, presso le sale di Stregatto SPA, a Villa San Secondo, in provincia di Asti, si è inaugurata la mostra personale di Serena Pescarmona, “La vita che si illumina”.

LA VITA CHE SI ILLUMINA, MOSTRA DI SERENA PESCARMONA

Sabato 17 settembre, il vento di Asti aveva il sapore dell’autunno, ma rendeva sopportabile un sole luminoso e ancora caldo.

In un contesto fiabesco, nel mondo di Alice e del Cappellaio Matto, ha avuto luogo il vernissage di “La vita che si illumina”, mostra personale di Serena Pescarmona.

Nonostante le condizioni metereologiche splendide, da gite fuori porta, la presenza di curiosi e appassionati d’arte è stata importante.

Per me è stato un onore immenso aver ricevuto la richiesta dell’artista di inaugurare la sua mostra, perché, come ho detto durante il vernissage, ritengo che Serena Pescarmona sia una delle più belle realtà italiane dell’attuale panorama artistico.

Si tratta di una creativa che non utilizza pennelli e colori, ma incisori, legno, vetro e resine per veicolare la sua arte. Un’arte fatta di emozioni, ma, soprattutto, di messaggi profondi che investono la sfera del vivere. Tecniche non inflazionate, per cui sono necessarie maestria e pazienza.

Tuttavia, l’artista va oltre la tecnica, oltre il gesto.

Come ho rimarcato durante la mia esposizione, Serena Pescarmona ha la maturità di una donna dal vissuto importante, sebbene sia ancora piuttosto giovane. Tale maturità le consente di cogliere sfumature delle dinamiche del vivere di cui altri non si avvedono.

Serena Pescarmona è una filosofa del suo tempo, capace di filosofare in merito alla società e a quanto accade a livello politico e storico, sviscerando fatti e situazioni con sagacia e maturo spirito critico.

L’artista analizza quanto accade e riesce a superare la barriera dell’immagine, quello strato superficiale di cui sono rivestite le notizie, fino a raggiungere l’essenza dei fatti. Una volta colta la verità, Pescarmona la trasforma in opere d’arte che sono gradevoli, ma anche pagine di storia del nostro tempo pronte a essere interpretate.

Il suo linguaggio attinge alle emozioni e si espleta in diverse forme, a volte immediate, altre ermetiche, per cui chi osserva deve conoscere la sintassi dell’anima per cogliere i messaggi.

Non ci sono opere di Serena Pescarmona che si fermino alla gradevolezza del tratto, della costruzione e dei colori generati dalla sua tecnica brevettata di retroilluminazione, perché tutte raccontano qualcosa e parlano alle persone.

Il nuovo corso dell’artista, con le opere retroilluminate su legno, oltre al pensiero e all’attenzione alla vita, strizzano l’occhio alla magia del sogno e alle allegorie delle fiabe, ma sempre con una forte impronta filosofica che è il marchio di fabbrica che rende aulica la poetica di Serena Pescarmona.

“La vita che si illumina” è un percorso di opere su legno e su vetro che racconta il presente. Ci sono le tribolazioni generate dal tempo, che è la peggiore delle schiavitù create dall’uomo, ma c’è anche la speranza che dal nulla possa emergere qualcosa di piacevole. Ci sono amori e relazioni umane, ma anche il dualismo uomo e animale, nonché uomo e ambiente.

Non manca la paura del viaggio, quella paura kafkiana che è paura di vivere, perciò elemento negativo che frena ogni slancio creativo e non consente di cogliere i treni importanti della vita.

Ci sono opere che strizzano l’occhio al mondo onirico, altre alla magia. Ma il comune denominatore è la filosofia. Ogni opera di Serena Pescarmona è un messaggio profondo che racconta qualcosa del nostro tempo.

Non a caso, “La vita che si illumina”. Perché le opere di Serena Pescarmona non sono soltanto luminose, ma accendono anche il pensiero, attivano domande e spirito critico, rendendo la sua creatività Arte con la A maiuscola.

Perciò ho concluso il mio intervento sostenendo un concetto di cui sono convinto, ovvero che l’arte di Serena Pescarmona si studierà in futuro proprio per i suoi messaggi e per l’analisi della nostra società.

Molto gradita è stata la partecipazione di un’altra grandissima artista italiana, Fatima Raviola. Un gesto che non è soltanto segno di amicizia, ma anche la speranza che il mondo dell’arte comprenda che dalle sinergie e dal rispetto reciproco nasce sempre qualcosa di meraviglioso, mentre l’invidia e l’egoismo non portano mai a nulla di positivo.

Anche perché, i veri artisti non temono gli altri, non provano gelosia, ma trovano il meglio di sé proprio nelle sinergie.

Al termine della presentazione, Serena Pescarmona ha allietato gli ospiti con un ricco buffet e si è resa disponibile per rispondere alle tante domande rivoltele dai presenti in merito alle sue opere.

Fatta eccezione per la giornata di martedì, in cui la struttura osserva il giorno di chiusura, le sale della mostra sono pronte ad accogliere i visitatori fino al 2 ottobre, dalle otto alle venti, presso gli spazi di STREGATTO SPA, via Cesare Battisti, 21 – Villa San Secondo, Asti.

Pasquale Di Matteo (curriculum). Scrive anche per Scenari Culturali.

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