INTERVISTA AD AMALIA MANCINI, AUTRICE DI “EMOZIONI PRIVATE”

Venerdì 9 settembre, presso gli spazi di Sallustiana Art Today, a Roma, è andato in scena il vernissage di “Parole, Musica, Colori e… tu chiamale se vuoi EMOZIONI”, evento ideato e organizzato dalla CEO di Sallustiana, Francesca Triticucci, dal Direttore musicale, Tiziano Minichiello, e dal sottoscritto.

di Pasquale Di Matteo (curriculum)

LUCIO BATTISTI E AMALIA MANCINI

Durante la serata, ho avuto la gradita occasione di intervistare la dott.ssa Amalia Mancini, autrice di “Emozioni private –  Lucio Battisti, una biografia psicologica”, pubblicato per Arcana Edizioni.

Amalia Mancini è reatina, come Lucio Battisti, ed è giornalista, sceneggiatrice, scrittrice, nonché critica musicale. Ha cominciato a scrivere giovanissima e ha vinto numerosi premi.

L’ho un incontrata per la prima volta di persona proprio in Sallustiana, poco prima dell’inizio dell’evento. Una persona solare, positiva, velata da una raffinata timidezza.

Sono serviti pochi scambi di battute a farmi capire che si tratta di una donna innamorata dalla figura di Battisti, dell’uomo e della sua anima prim’ancora che della musica.

Pochi minuti per capire perché la sua biografia su Lucio Battisti è diversa dalle solite, un saggio che non punta esclusivamente sulla vita e sulla musica del grande cantautore, ma ne racconta l’anima.

EMOZIONI PRIVATE, DINAMICHE DI VITA

Emozioni Private è un libro di passioni, amori, sentimenti, perfino di solitudine, ma dove prevalgono il sacrificio, l’impegno costante e la capacità di ascolto. Non soltanto di Lucio Battisti, ma anche di Giulio Rapetti, Mogol.

Naturalmente, oltre ai temi ricorrenti nelle canzoni di Battisti, quali l’amore, la malinconia, la libertà, la natura, l’ecologia, la paura, l’alienazione, la solitudine. Insomma, la vita umana in tutte le sue declinazioni.

Il testo, corredato da interviste ad amici, colleghi e conoscenti di Lucio Battisti, è un percorso attraverso la vita, le passioni e la musica del cantautore, in un turbinio di ricordi che riverberano in voci, sensazioni e, soprattutto, emozioni. La figura di Battisti rivive attraverso memorie, lasciando emergere l’uomo, al di là del personaggio schivo e riservato notato dalle masse.

Interessante la sezione dedicata all’intervista in esclusiva di Amalia Mancini a Mogol. Perché dal libro emerge il cuore pulsante del sodalizio tra Battisti e Mogol, ovvero la capacità di ascolto l’uno dell’altro, nel rispetto della poetica e del lavoro di entrambi.

«Ascoltare significa qualcosa» diceva Lucio, e riascoltare la sua musica, con il punto di vista di questa nuova biografia, può essere un’operazione stimolante e coinvolgente.

Tra i ricordi più significativi di Mogol sull’amico Lucio Battisti: «(…) la sua capacità straordinaria, la sua perfezione nell’interpretazione: quando avevamo finito di scrivere i testi lui mi chiedeva sempre che cosa io intendessi nel profondo con una certa frase. Io glielo dicevo, lui la interiorizzava e poi la cantava in modo magico. (…) Riusciva a immedesimarsi in questi versi come se fosse la sua vita. C’era una grande intesa(…) Lucio era un uomo con un impegno straordinario, io non ho mai conosciuto un uomo che si impegni così tanto, infatti quando parlo con gli allievi dico: attenzione! La cosiddetta vocazione, il Dna è importante. Ma l’impegno non è da meno».

Infatti, la stessa autrice, Amalia Mancini, ripercorre la carriera di Battisti parlando dei suoi album, ma senza mai dimenticare la sfera umana del cantautore e l’impegno profuso nel suo lavoro. Ed è proprio Lucio Battisti a spiegare «…io dai diciotto ai ventidue anni suonavo dalle nove alle quattro di notte. Di giorno, da quando mi alzavo fino alla sera, in casa o in pensione, suonavo la chitarra. Questo per mettere in guardia la gente che arriccia il naso quando io dico che sono bravo alla chitarra. Lo dico perché sono bravo. Sono bravo perché ho, per prima cosa, una predisposizione. Poi è da quando ho tredici anni che suono la chitarra. Ci sono stati dei periodi, degli anni interi, ripeto, dai diciotto ai ventuno-ventidue anni, che io stavo tutto il giorno sulla chitarra.»

Le emozioni private, dunque, sono quelle profonde, che scavano nell’anima di Lucio Battisti. Il saggio della Dott.ssa Amalia Mancini dimostra come Lucio Battisti e Mogol siano stati innanzitutto due grandi anime, capaci di trasformare emozioni, pensieri e parole in testi e melodie in grado di raggiungere le profondità dell’animo umano, intercettando sensazioni, passioni, paure e tormenti di un’intera generazione, raccontando la società italiana e l’evoluzione umana.

AMALIA MANCINI, L’INTERVISTA

Pasquale Di Matteo e Amalia Mancini Pasquale Di Matteo INTERVISTA AD AMALIA MANCINI, AUTRICE DI “EMOZIONI PRIVATE”
  • Com’è nato il desiderio di cimentarsi in questo saggio?

La dott.ssa Mancini mi spiega che è onorata dal fatto che Lucio Battisti sia vissuto a pochi chilometri da casa sua, perciò è stato un onore interessarsi a lui, a un uomo della sua terra. E gradiva ricordare la sua capacità di vivere di emozioni.

  • Dal libro emergono due punti focali, a mio avviso: la capacità di ascolto di entrambi e la dedizione al lavoro, l’impegno. Ce ne vuole parlare?

Amalia Mancini sorride. «Sì. Mogol e Battisti nutrivano un profondo rispetto l’uno per l’altro ed entrambi ascoltavano i rispettivi punti di vista e cercavano di capire quali emozioni volessero veicolare. Inoltre, nell’intervista che Mogol ha voluto rilasciarmi in esclusiva, egli racconta dell’impegno che Battisti metteva in ogni cosa che faceva.

  • Perché Battisti scelse di isolarsi dal mondo?

La dottoressa Mancini mi spiega che l’isolamento di Battisti fu un isolamento positivo, rigenerativo. Fu un momento di ricongiunzione tra sé e la sua anima, perché Lucio era così. In fondo, soffriva nelle vesti del personaggio mediatico.

Ma per scoprire di più, meglio acquistare il libro e leggerlo.

Al termine dell’intervista, Amalia Mancini ha annunciato anche al pubblico in sala che a marzo, proprio in occasione dell’anniversario della nascita di Lucio Battisti, uscirà una nuova versione del saggio, in edizione aggiornata, con nuovi spunti di riflessione sulla vita del cantautore.

EMOZIONI PRIVATE, DI AMALIA MANCINI, CONCLUSIONI

Emozioni Private è un libro che consiglio a chiunque voglia emergere nella vita, soprattutto ai giovani. Perché insegna il valore dell’impegno e dell’ascolto prima di ogni altra cosa.

In una società come la nostra, dove tutto si consuma in fretta, come immagini postate sui profili social, dove si pensa che basti un’apparizione in tv per essere famosi, è opportuno scoprire come e perché qualcuno sia ancora adorato da milioni di persone, sebbene siano trascorsi ventiquattro anni dalla sua morte.

Il saggio di Amalia Mancini insegna ai giovani come costruire il vero successo attraverso la biografia di un grande. Ed emerge che servono impegno, studio, dedizione, ma anche tanta umiltà e capacità di ascolto, per rispettare collaboratori e colleghi.

Perché una canzone e una star possono arrivare al successo anche se costruiti in uno studio, ma solo chi sa trasformare le emozioni nel linguaggio dell’anima può restare per sempre nei cuori della gente, diventando parte della storia di una nazione.

Grazie ad Amalia Mancini per essere riuscita a far emergere la naturalezza dell’anima di un grande uomo.

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