DANILO PRETO, IL LINGUAGGIO CHE SA ANDARE OLTRE

Danilo Preto fa della comunicazione arte, un linguaggio capace di oltrepassare barriere culturali, etniche, religiose e linguistiche.

DANILO PRETO, IL LINGUAGGIO OLTRE LE BARRIERE

L’arte che spiega il mondo oppure il mondo che estroflette le sue radici artistiche?

È questa la domanda che soggiace nell’osservare le opere concettuali di Danilo Preto, artista e comunicatore del nostro tempo. Soprattutto, filosofo capace di sviscerare il presente, per sminuzzarlo, come fa con alcune sue opere.

Danilo Preto

Vasetti in cui raccoglie ciò che rimane di importanti opere fotografiche, o peluche iconici racchiusi al riparo di una teca, sono espressioni di un concettualismo vivace, sagace, puntuale.

Danilo Preto sintetizza il mondo con la sua espressione artistica, che allora diventa un saggio visuale, dove al posto delle parole e delle pagine di un libro si trova la materia, spesso destrutturata.

Puoi vedere le immagini delle sue opere sul sito https://predart.it/.

Preto è un manager che si è occupato per una vita di rapporti politico-istituzionali in grandi realtà produttive. È stato alla guida del Vicenza calcio e ha una vasta esperienza di relazioni umane e di comunicazione.

E dalla sua esperienza nelle relazioni ha elaborato un linguaggio espressivo universale, attingendo da quella che è la grammatica elementare del gioco.

D’altro canto, i bambini non si fermano di fronte alle differenze linguistiche, né si creano problemi legati al colore della pelle o ai tratti somatici. Giocano con l’altro e nel gioco mettono se stessi, senza risparmiarsi.

Ma il gioco non è soltanto inclusivo, perché sa essere anche esaustivo e immediato nel far comprendere situazioni, temi e concetti, tuttavia costringe ad allargare gli orizzonti e ad aprire la mente per comprenderne la grammatica.

Danilo Preto utilizza questo linguaggio universale per filosofare sulla vita e sulla società umana.

L’artista filosofo, dunque, ci presenta nella sua condizione reale un mondo che non vogliamo vedere. Attraverso la parafrasi del vero, Preto ci spiega perché sta decadendo, fino a sgretolarsi sotto ai nostri occhi, senza che ce ne rendiamo conto.

Così facendo, dimostra come il vero sia molto meno reale di quanto appaia.

Il benessere manifestato dal progresso e dalla società capitalista e consumista è una distrazione di massa creata ad arte perché la maggioranza delle persone non si accorga della verità.

Ciò che viviamo oggi, con la divisione sempre più netta in blocchi, non è altro che un’inevitabile esplosione della bolla della finzione. Una crepa della membrana applicata sulla realtà da chi decide le sorti del mondo.

Il benessere è per pochi. Chi ha la fortuna di nascere nelle regioni più ricche gode di privilegi riservati a meno di un miliardo di persone nel mondo. I restanti sette miliardi conducono vite decisamente più impegnative, fatte di privazioni e di sacrifici, senza tecnologia, senza strutture ospedaliere adeguate, medicine e, spesso, senza nemmeno cibo e acqua.

Con le sue dimostrazioni concettuali e con il suo manifesto, Danilo Preto accende la luce sulla superficialità dell’immagine e ci dice di non accontentarci di osservare lo strato apicale delle cose, ma ci invita a scavare in profondità, per coglierne verità ed essenza.

Già nei modi di dire, si nasconde una grande verità: “cosa si nasconde dietro”, “chissà cosa c’è sotto?”

Dietro e sotto. La verità di qualunque cosa non è mai davanti. Non è mai la prima cosa che appare, ma va individuata ponendosi domande e indagando.

D’altronde, anche nelle regioni ricche del pianeta, quanti sono davvero liberi?

In realtà, la maggior parte delle persone deve sperare che l’azienda per cui lavora continui ad andare a gonfie vele, altrimenti la vita cambierebbe nel giro di poche ore.

Cosa dipende davvero esclusivamente da noi?

Sono pochissime le persone che possono decidere di abbandonare tutto e partire per un viaggio di una settimana, figuriamoci di un mese.

E tre mesi? E un anno, due… sette?

Se accendiamo il ragionamento, ci rendiamo conto di quanto siamo schiavi della società che crediamo essere libera e libertaria, mentre ci obbliga a produrre cose e servizi per alimentare una domanda perpetua di oggetti per lo più inutili, ma che le pubblicità e la società stessa ci inducono a ritenere indispensabili.

Telefoni, abiti, auto, orpelli vari di cui potremmo fare a meno senza patire fame né altre mancanze.

Ma ragionare in questi termini significherebbe essere alieni per mode e stereotipi di una società che ritiene difetti e scarti sociali chi non produce e chi non si adegua a quanto giudicato normale.

Tuttavia, i concetti espressi da Preto dimostrano anche quanto sia difficile manifestare il dubbio nel mondo moderno, in cui si affermano sempre più i principi del pensiero unico e delle competenze presunte.

Ormai da tempo, si assiste a uno svilimento del contraddittorio che annulla il pensiero, azzera lo spirito critico e, di conseguenza, annichilisce la libertà personale di avere idee libere e di poterle esprimere senza inibizioni.

L’artista denuncia l’affermazione di una democrazia distorta, in cui emerge solo chi sposa le teorie di chi comanda, mentre si demonizza chiunque sollevi teorie contrarie.

Gli stessi esperti sono riconosciuti come tali solo se non dissentono, altrimenti vengono accusati di cialtroneria e trattati come idioti.

Danilo Preto ammonisce il mondo affinché si desti dal sonno della ragione. La sua arte è un pugno al volto che risveglia dal preoccupante letargo culturale in cui è scivolata la società contemporanea, sedata da programmi spazzatura dati in televisione e dalla propaganda diffusa attraverso i media.

Gli umani vengono programmati a comportarsi come macchine e robot, in maniera prevedibile, perciò più gestibile e funzionale per i mercati.

Sapere quale prodotto solleticherà i gusti delle persone è un enorme vantaggio per le multinazionali. Conoscere in anticipo di quali malattie avranno più paura i popoli, garantisce lauti guadagni dagli investimenti nel settore sanitario-medicale.

Convincere gli esseri umani all’utilizzo del denaro elettronico e dei codici a barre diventa fondamentale per ottenere il controllo totale sull’umanità.

Utilizzando i contanti, infatti, le persone non sono rintracciabili e non si possono seguire né gli spostamenti, tantomeno è possibile compilare archivi sui loro gusti personali.

La più grande ricchezza di oggi è rappresentata da ciò che piace a ciascuno di noi. Ecco perché diventa indispensabile controllare gli acquisti attraverso i pagamenti elettronici.

Danilo Preto ci avverte, svelandoci il futuro, mostrandoci la reale consistenza di ciò che crediamo solido e giusto. Di quanto consideriamo vero e reale.

Pasquale Di Matteo (https://pasqualedimatteo.eu/curriculum/)

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